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Giovanni Malagodi

Bari, 17 aprile 2021

nel trentennale della scomparsa di

Giovanni Malagodi

 

Giancarlo Ragone:” Malagodi fu un uomo di cultura e di preparazione straordinarie, intelligentissimo, grande economista e grande galantuomo, un campione di libertà, della democrazia, dell’alleanza atlantica e dell’unificazione europea.”.

Giovanni Malagodi fu Presidente Onorario e Segretario Generale del Partito Liberale Italiano, partito dall’antica e indiscussa tradizione democratica, Presidente del gruppo parlamentare alla Camera, Ministro del Tesoro e Presidente del Senato.
Giovanni Malagodi respirò aria politica fin da bambino; suo padre, Olindo Malagodi, era un giornalista di primo piano, corrispondente da Londra e poi Direttore della Tribuna di Roma; amico di Giolitti, di San Giuliano, di Bissolati, di tutti i maggiori parlamentari del tempo; legato a Croce, Emilio Cecchi, Guglielmo Ferrero, ad altri scrittori e intellettuali.
La madre, veniva anch’essa da una famiglia di professionisti e di intellettuali.
In tale ambiente si sviluppò quello che era in lui un interesse naturale per la storia, per il pensiero politico, per la pubblicistica, non solo per motivi domestici, ma per intuizione, culturale e morale di fondo, per letture e per iniziale riflessione, in senso liberale.
Fra il ’19 e il ’25, lo spettacolo degli errori del Partito popolare e del Partito socialista, e la reazione contro la grossolanità e la violenza fascista confermarono tale indirizzo.
Il fascismo gli chiuse la strada della politica e lo avviò per quella della banca ( la meno lontana, dalla politica, delle attività economiche ) che lo condusse, tra l’altro, a intimo contatto con la Germania, la Francia, l’Inghilterra e le due Americhe.
Subito dopo la fine della guerra, nell’estate del 1947, appena rientrato in Italia dal Sud America come Direttore Centrale della Comit, fu reclutato per la delegazione italiana al piano Marshall , rimase nelle nostre delegazioni all’OECE e alla NATO fino al 1952 e divenne ministro plenipotenziario e consulente del Ministero degli Esteri, Presidente del Comitato Europeo della mano d’opera.
Nel 1952 decise di fare il salto nella politica. Incoraggiato da amici del PLI, preparò per il Congresso di Firenze del partito, nel gennaio del 1953, la relazione economica e fu eletto Consigliere Nazionale.
Eletto nel 1953 deputato liberale di Milano, fu nominato, nel 1954, Segretario Generale del PLI e da quel momento le sue vicende personali si confonderanno con quelle, tanto più importanti, del partito e della politica italiana in generale.
Nel 1962 fondò la benemerita Fondazione Luigi Einaudi, ma la sua leadership si rivelò straordinaria alle elezioni politiche del 1963, allorquando portò il PLI al 7% dei consensi, pari ad un milione di voti.
Forte della sua esperienza di banca maturata in posti direttivi nelle più importanti sedi del mondo, parlava e scriveva alla perfezione in quattro lingue straniere ( francese, inglese, tedesco e spagnolo), nei raduni internazionali teneva testa a qualsiasi interlocutore, anche il più autorevole, con la sua oratoria semplice, senza fronzoli, tutta dati e fatti rigorosamente giusti e argomentati.
Apprezzatissimo a livello internazionale, Giovanni Malagodi per ben due volte fu Presidente dell’Internazionale Liberale.
Malagodi fu, senza possibilità di paragoni, il politico italiano più completo.
Sulla vicenda politica di Malagodi nessuno mai ha trovato niente da ridire.
Tutti ascoltavano con rispetto le sue verità inoppugnabili, ma il calore, nelle rievocazioni, è mancato.., forse a causa della mancanza di simpatia umana della quale era cosciente egli stesso nel suo intimo?
Probabilmente, consapevole di tale suo aspetto caratteriale, un po’ freddo e distaccato, fu per questo che alla politica si convertì tardi, perché egli non era un politico, bensì ambiva a divenire Capo della Ragioneria Generale dello Stato.
Non a caso, scrisse così di Malagodi, Indro Montanelli : “ Se avessimo affidato a Malagodi i conti del nostro Stato ci saremmo ritrovati con una macchina contabile perfetta: quel galantuomo era un grande economista, diventato un politico per dispetto. Lo costrinsero a diventarlo gl’imbecilli che gli sbarrarono la strada alla carica in cui avrebbe potuto rendere al paese servigi inestimabili. Non è stato il primo caso di uomo giusto al posto sbagliato. E purtroppo non sarà nemmeno l’ultimo.”.
Bari, 17 aprile 2021.
Giancarlo Ragone, Presidente dell’Associazione “Società Aperta – I Liberali”
(Nella foto in alto, Giovanni Malagodi accolto alla stazione ferroviaria di Bari nel 1966 dall’Avv. Paolo Ragone – papà di Giancarlo – all’epoca Segretario della Sezione di Bari del PLI, suo fedelissimo collaboratore e tenace sostenitore.).
La nota di Giancarlo Ragone, Presidente dell’Associazione “Società Aperta”, per il trentennale della scomparsa di Giovanni Malagodi, pubblicata su “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 18 aprile 2021.